Vai al contenuto

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

Il prossimo OPPO Find X9 Ultra sta intraprendendo un cambiamento radicale, sostituendo tutti e sette i suoi obiettivi: dal principale e grandangolare al doppio teleobiettivo e alla fotocamera frontale. Questa revisione completa dell'hardware è una rarità per OPPO e segna un grande passo avanti. Al centro di questa evoluzione c'è Luo Jun, Direttore degli algoritmi di imaging di OPPO, che ha guidato la direzione dell'imaging per le ultime quattro generazioni di dispositivi Find, inclusa la creazione della caratteristica "Master Mode". In una recente intervista, ha condiviso la filosofia alla base del viaggio nell'imaging di OPPO e la sua ricerca per rispondere a una domanda fondamentale: cosa definisce il "realismo" nella fotografia computazionale?

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

Cos'è il "realismo" della fotografia computazionale?

Una critica comune alla moderna fotografia per smartphone è il pesante "gusto degli algoritmi". Per creare foto immediatamente piacevoli, i telefoni spesso aumentano la luminosità, saturano i colori e applicano una nitidezza aggressiva e una riduzione del rumore. Anche se accattivante, questa elaborazione può privare le foto della loro autenticità. La Master Mode di OPPO è stata progettata come alternativa. Impiega un approccio più sobrio con mappatura dei toni e nitidezza naturali, preservando ombre e grana autentiche. L'obiettivo non è solo un'immagine luminosa e bella, ma un'immagine con consistenza e profondità autentiche. È interessante notare che, sebbene gli utenti elogino Master Mode per non avere "nessun gusto per gli algoritmi", in realtà funziona sulla pipeline più avanzata e ad alta intensità di calcolo dell'intero sistema.

Questo paradosso è centrale nella filosofia di Luo Jun. Basandosi sulla sua esperienza decennale presso Sony lavorando su qualsiasi cosa, dalle Handycam alle DSLR Alpha, sostiene che l'idea che le fotocamere professionali siano "prive di algoritmi" è un'idea sbagliata. Si affidano a potenti chip ISP dedicati per elaborare le immagini, ma questo calcolo è invisibile all'utente. L'obiettivo della Master Mode non è mai stato quello di rimuovere gli algoritmi, ma di farli funzionare in modo impercettibile, proprio come l'ISP di una fotocamera professionale. OPPO internamente chiama questo "uso del calcolo per calcolare", in cui il sistema è abbastanza intelligente da ottenere un aspetto naturale senza lasciare tracce digitali evidenti.

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

Dopo aver assunto la guida del team di algoritmi di imaging di OPPO, Luo Jun ha avviato un piano triennale per ricostruire l'identità di imaging dell'azienda attorno al concetto di "ripristino della vita reale". Questa visione è stata suddivisa in tre pilastri fondamentali, ciascuno affrontato da una generazione di punta. Find X6 Pro ha rappresentato un punto di svolta, concentrandosi su **Luce e ombra** per stabilire rapporti tonali corretti: luminoso senza essere duro e scuro senza perdere i dettagli. Il Find X7 Ultra ha affrontato il **Dettaglio** introducendo un sistema a doppio periscopio, fornendo più lunghezze focali e quindi più "punti di riferimento" affinché il sistema possa ricostruire accuratamente una scena. Infine, il successore dell'X7 ha introdotto l'innovativa lente a colori Danxia per perfezionare il **colore**, fornendo un ancoraggio fisico al sistema per ottenere un bilanciamento del bianco e una mappatura dei colori accurati, anche in condizioni di illuminazione complesse.

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

Dopo tre generazioni di perfezionamento di luce, dettaglio e colore, questi sforzi sono culminati nel nuovo marchio di imaging OPPO, **LUMO**. Uno dei suoi principi fondamentali è la "continuità". Come spiega Luo, le fotocamere professionali producono rumore, ma è una grana continua e piacevole. Preferirebbe avere un rumore coerente e naturale piuttosto che un'immagine artificialmente nitida in alcune aree e sfocata in altre. Questo principio, radicato nella fotografia tradizionale, è ora una pietra angolare dell'approccio computazionale di OPPO. Questo viaggio software di tre anni ha posto le basi per la prossima evoluzione: un'integrazione profonda ed end-to-end di hardware e software.

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

Il Find X9 Ultra è l'incarnazione di questa nuova fase. Mentre i progressi del software raggiungevano un punto di rendimento decrescente, il team ha spinto l'hardware verso nuovi limiti sostituendo tutte e sette le lenti. L'innovazione più impegnativa è il nuovo teleobiettivo ottico 10x. Questa meraviglia dell'ingegneria racchiude un obiettivo equivalente a 230 mm e un sensore da 1/2,8" in un modulo lungo solo 29 mm. Il suo complesso design a prisma in tre parti è il primo nel settore. Luo lo definisce un "teleconvertitore tascabile", offrendo la potenza di una classica configurazione di lenti della "Santa Trinità" (14 mm-230 mm) in uno smartphone, realizzando una visione che aveva visto per la prima volta in una demo tecnologica OPPO dieci anni fa.

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

Con questo nuovo e potente hardware, la modalità Master è diventata ancora più versatile e accessibile. Gli utenti possono ora scattare ritratti 10x e video 20x, ampliando le possibilità creative. Una nuova funzionalità di "condivisione delle ricette" incorpora le impostazioni personalizzate dell'utente nella filigrana di una foto, consentendo ad altri di importare e applicare istantaneamente lo stesso stile. Ciò è possibile solo perché la pipeline di imaging sottostante è diventata solida e coerente in diverse scene e dispositivi.

 

L'arte dell'invisibilità: la visione di OPPO per la fotografia computazionale

 

In definitiva, qual è il "realismo" a cui Luo Jun e il suo team stanno inseguendo? Inizia con ciò che vedi nel mirino, ma il suo vero significato è più profondo. Si tratta di colmare la distanza tra la foto che immagini nella tua mente e quella catturata dal telefono. "Prima di premere l'otturatore, hai già un'immagine nella tua testa", afferma Luo. "Quella foto è il tuo sistema di riferimento." Lo scopo del sistema di imaging LUMO di OPPO è trasformare quell'immagine mentale in realtà, in modo fluido e intuitivo. La buona fotografia computazionale, nella sua forma ideale, è quella che semplicemente dimentichi che esista.

_{area}

_{region}
_{language}